Secondo la versione tradizionale, era segretario del prefetto del pretorio Aurelio Agricolano e protestò vivacemente per la condanna di un cristiano (il futuro san Marcello di Tangeri), rifiutandosi di trascriverla. Per questo fu immediatamente arrestato e condannato a morte per insubordinazione. La sentenza sarebbe stata eseguita il 3 dicembre 298, circa un mese dopo i fatti (Marcello fu invece martirizzato il 30 ottobre). Questa storia fu riportata come appendice alla Passio di san Marcello.